Fondo Sovranità Alimentare: aiuti per la filiera dei seminativi
Fondo Sovranità Alimentare: aiuti per la filiera dei seminativi
Con le Istruzioni Operative AGEA n. 83 del 28 settembre 2026 (attuative del D.M. 22 dicembre 2025 n. 0688617), sono stati definiti i criteri operativi per accedere agli aiuti dedicati alle filiere dei seminativi per la campagna 2026. La misura dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 23,75 milioni di euro all’anno per il biennio 2025-2026. Di questo importo, 19 milioni di euro sono riservati specificamente al comparto dei cereali e delle proteaginose, mentre la quota restante di 4,75 milioni di euro è destinata alla filiera della carne bovina.
La ripartizione dei fondi previsti per le colture erbacee da granella è così articolata:
- Filiera del mais: 7,6 milioni di euro
- Filiera delle proteine vegetali (soia e leguminose da granella come pisello, fagiolo, lenticchia, cece, fava e favino): 4,75 milioni di euro
- Filiera del frumento tenero: 3,8 milioni di euro
- Filiera dell’orzo: 2,85 milioni di euro
IMPORTI MASSIMI PER ETTARO E MECCANISMO DI RIPARTO
L’agevolazione economica è calcolata in base alla superficie coltivata e prevede i seguenti massimali per ettaro per la campagna 2026:
- Mais: fino a 400 €/ha
- Frumento tenero (esclusivamente da sementi certificate): fino a 300 €/ha
- Proteine vegetali (legumi e soia): fino a 250 €/ha
- Orzo: fino a 200 €/ha
Se le risorse stanziate per una singola filiera dovessero risultare inferiori al totale delle richieste ammissibili, l’Organismo Pagatore AGEA applicherà un taglio lineare sugli importi erogabili. Eventuali somme residue non utilizzate in un comparto potranno essere riallocate per soddisfare le richieste eccedenti nelle altre filiere.
REQUISITI DI ACCESSO E VINCOLI CONTRATTUALI
Le imprese agricole che intendono accedere al sostegno devono rispettare specifiche condizioni amministrative e operative:
- Risultare regolarmente iscritte al Registro delle Imprese e disporre di un Fascicolo Aziendale attivo nel SIAN, comprensivo di Piano di Coltivazione Grafico 2026 validato.
- Aver sottoscritto, prima dell’invio della domanda, un accordo di durata almeno triennale. Tale contratto può essere stipulato direttamente con imprese di trasformazione, stoccaggio o commercializzazione, oppure indirettamente tramite cooperative, consorzi agrari o Organizzazioni di Produttori (OP) riconosciute. I centri di stoccaggio che eseguono interventi di pulizia ed essiccazione della granella sono equiparati alle imprese di prima trasformazione.
- Sono espressamente escluse dal beneficio le superfici i cui raccolti siano destinati all’insilamento o alla produzione di energia e biomasse.
DETERMINAZIONE DELLA SUPERFICIE AMMISSIBILE E TETTI AZIENDALI
Il calcolo dell’aiuto si basa su una logica di incremento delle superfici coltivate:
- Il contributo spetta sulla superficie incrementale, determinata come differenza tra gli ettari dichiarati per il 2026 e la media della medesima coltura nei tre anni precedenti (2023, 2024 e 2025). Per le aziende che non hanno coltivato la specie nel triennio di riferimento, la media storica è pari a zero.
- È fissato un limite massimo ammissibile di 50 ettari complessivi per azienda, considerando la somma delle colture agevolabili.
TERMINI E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE
Le domande di aiuto possono essere inoltrate dal 30 settembre 2026 ed entro e non oltre il 30 ottobre 2026.
Il modulo di domanda è fornito in forma precompilata da AGEA all’interno del sistema SIAN, integrando i dati del Fascicolo Aziendale e del Piano di Coltivazione. La trasmissione deve avvenire esclusivamente tramite il CAA di riferimento della propria azienda.
Gli Uffici di CIA Treviso sono a disposizione da subito nel fornire la consulenza e l’assistenza per la presentazione dell’istanza di accesso agli aiuti previsti dal Fondo.
