CIA Agricoltori Italiani di Treviso

Un tavolo di confronto ‘aperto’ sulla sicurezza e la circolazione stradale delle macchine agricole

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Un tavolo di confronto ‘aperto’ sulla sicurezza e la circolazione stradale delle macchine agricole

CIA Agricoltori Italiani Treviso ha promosso un focus tecnico, il 29 novembre nell’auditorium della Provincia di Treviso, riunendo tecnici ed esperti rappresentanti le diverse parti portatrici di interesse sui temi di sicurezza e circolazione stradale delle macchine agricole. Un tavolo di confronto ‘aperto’ con un approccio di interscambio di informazioni per un lavoro condiviso che ha come obiettivo il superamento di un concetto di controllo/sanzione in favore di un approccio che punta sulla prevenzione, la formazione e le verifiche funzionali. Nel 2020 gli infortuni in agricoltura registrati da INAIL sono stati 26.659, di cui mortali 124, con un incidenza (numero infortuni/1000 occupati) rilevata nel 2011 pari al 55,3% e superiore al settore industriale che registra un 40,1%.

 

Ha aperto l’incontro il Prefetto di Treviso Angelo Sidoti, sottolineando come i temi della circolazione stradale e della sicurezza delle macchine agricole siano all’ordine del giorno e sono una sensibilità particolare per la provincia di Treviso, con gli infortuni stradali e sul lavoro che sono una piaga.
“Gli incidenti stradali degli ultimi mesi sono diventati un fenomeno insopportabile con tanti feriti e molti morti. –
dichiara il prefetto Angelo Sidoti – Con CIA Treviso abbiamo più volte parlato degli infortuni in agricoltura e relativamente all’idoneità dei mezzi agricoli e di informazione e formazione degli agricoltori e questo convegno si iscrive perfettamente nel percorso che avevamo immaginato. La sicurezza personale è la prima cosa a cui bisogna tenere perché l’imponderabile si nasconde sempre dietro un angolo ed è importante prendere tutte le cautele con attenzione massima nei nostri comportamenti, seguendo le procedure che sappiamo che ci tengono in sicurezza.”

 

Tema centrale dell’incontro, con un intervento di Lorenzo Iuliano e Domenico Papaleo del servizio tecnico Federunacoma, è stata la situazione normativa con l’introduzione della “Mother Regulation”, grande provvedimento comunitario che raccoglie tutte le norme europee relative all’omologazione di trattori, rimorchi e attrezzature trainate comunitario in vigore come Regolamento UE 167/2013. Obiettivo principale del provvedimento è l’armonizzazione e la semplificazione di tutte le procedure in materia di omologazione dei mezzi agro-forestali, in modo da garantirne la sicurezza funzionale e rendere più competitive le aziende meccanico-agricole europee. Il Regolamento è stato il frutto di un processo che ha visto coinvolti tutti gli stakeholders del settore perché i relatori della legge potessero conoscere al meglio le esigenze e le problematiche sul tema.

In Italia il mercato delle trattrici agricole si aggira sulle 18.000 unità/anno, con le agevolazioni introdotte dall’agricoltura 4.0. fino a 20.000 unità/anno, per un parco macchine totale circolante pari a un milione e mezzo di unità, oltre 700.000 delle quali con età superiore ai 40 anni secondo stime INAIL.

Le macchine vetuste non sono macchine sicure e procurano danni gravi e molti morti, con l’agricoltura che per anni è stata la prima causa morte sul lavoro in Italia. – dichiara Roberto Rinaldin, presidente Climmar, associazione europea dei concessionari – “Germania e Francia che hanno adottato la revisione dei mezzi agricoli si è arrivati all’80% di morti in meno, in Italia vorrebbe dire salvare centinaia vite ogni anno. Si parla di una cultura della sicurezza e dobbiamo mettere in primo piano la salute e la sicurezza nostra e degli altri.”

 

“La sicurezza sul lavoro, e nello specifico in agricoltura, non può rimanere solo all’interno di una dimensione tecnica ma deve diventare un tema politico.” – dichiara Gianmichele Passarini, presidente CIA Agricoltori italiani Veneto – “La visione futura che dobbiamo avere dell’agricoltura è sul rispetto delle norme e degli obblighi per la tutela delle persone e noi stakeholder abbiamo la responsabilità di definire un piano strategico nazionale di ricambio del parco macchine che dia gli strumenti necessari alle aziende agricole, indipendentemente dagli ambiti di redditività, per poter avviare dei processi miglioramento grazie all’innovazione tecnologica.”

 

Nello svolgimento dell’incontro l’intervento del Sostituto commissario Marco Cinini del Compartimento regionale Polizia Stradale Veneto ha approfondito le tematiche inerenti la circolazione stradale delle macchine agricole, specificando che l’articolo 57 del nuovo Codice della Strada definisce che le macchine agricole possono circolare su strada per il proprio trasferimento, per portare attrezzature destinate all’esecuzione delle attività agricole e per il trasporto per conto dell’azienda di prodotti agricoli e sostanze di uso agrario nonché di addetti alle lavorazioni. Le macchine agricole e le macchine operatrici di dimensioni eccezionali, per circolare sulle strade, devono essere munite di autorizzazione dell’Ente proprietario della strada. Sono considerate macchine agricole eccezionali quelle che per necessità funzionali hanno sagome e masse eccedenti quelle previste dal Codice della Strada, specificando la scorta tecnica con autoveicolo è richiesta per larghezze di sagoma superiori ai 3,2 m. Una variante introdotta dalla Mother Regulation ridefinisce i limiti della lunghezza del treno agricolo, senza diventare eccezionale, in 18,75 metri rispetto ai 16,50 precedenti. Relativamente alla massa  per la circolazione su strada, il convoglio diventa eccezionale con masse complessive superiori a 30 t con 3 assi, 40t con 4 assi e 44t con 5 assi o più.

In Italia l’Osservatorio Nazionale INAIL, banca dati che raggruppa i dati ufficiali pervenuti da diverse fonti, è riuscito a determinare quali sono le macchine e le attrezzature pericolose e come avvengono gli infortuni. Con un lavoro di controllo, raccolta dati ed elaborazione INAIL emana le linee guida relative alla sicurezza delle macchine agricole in concertazione con le diverse parti del sistema quali ministeri, associazioni di categoria, costruttori e rivenditori al fine di superare le problematiche di sicurezza e che sono determinanti in caso di infortunio. Le linee guida italiane sono state tradotte e riportate nei siti ministeriali di Grecia, Romania e Spagna.
Vincenzo Laurendi, funzionario del Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici INAIL, ha evidenziato come in Italia ogni anno al massimo 9000 aziende/anno ricevono un controllo, con una media 7500 controlli/anno, mentre il numero di aziende agricole usano il trattore supera il milione.

 

Diventa fondamentale ridefinire il ruolo dell’agricoltura all’interno del Paese per avviare un progetto di innovazione, investendo le risorse necessarie ad elevare la cultura della sicurezza, conclude Gianmichele Passarini, presidente CIA Veneto: “Come CIA Agricoltori Italiani siamo a disposizione e crediamo nella condivisione e della sinergia con tutte le parti attive nella tutela della sicurezza”.

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