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Turismo Rurale “Top di Marca”: presentato il nuovo vademecum per gli operatori

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Turismo Rurale “Top di Marca”: presentato il nuovo vademecum per gli operatori

Quadro generale, prospettive e indirizzi regionali per il Turismo Rurale sono stati il focus del convegno promosso da CIA Agricoltori Italiani di Treviso e Turismo Verde Treviso all’interno del progetto “Turismo Rurale –  Top di Marca“, con il sostegno della Camera di Commercio di Treviso-Belluno. L’evento ha sancito un cambio di paradigma: il turismo rurale non è più un settore di nicchia, ma il cuore pulsante di un’offerta territoriale integrata, capace di rispondere ai nuovi trend globali e al contempo assumere un ruolo chiave nel racconto del territorio, delle eccellenze enogastronomiche e del valore sociale del tessuto rurale della Marca Trevigiana. Nel corso dell’evento si sono succeduti gli interventi tecnici degli ospiti quali il Vicepresidente e Assessore al Turismo della Regione del Veneto Lucas Pavanetto, dr. Agr. Stefano Sisto – direttore Direzione Turismo e Marketing Territoriale Regione del Veneto, dr. Agr. Alberto Zannol – direttore Area Marketing territoriale, Cultura, Turismo, Agricoltura e Sport Regione del Veneto e dr. Agr. Paolo Pagnani, Consulente tecnico, Serena Battiston – presidente Turismo Verde Treviso, Salvatore Feletti – presidente CIA Agricoltori Italiani Treviso e Donata Cenedese – presidente Turismo Verde Veneto.

L’AGRICOLTURA COME PRESUPPOSTO

Serena Battiston, presidente di Turismo Verde Treviso, ha aperto i lavori ricordando che, sebbene molto sia cambiato dalla prima legge del 1985, un pilastro rimane incrollabile: l’attività agrituristica deve essere connessa e subordinata all’attività agricola prevalente. “A monte di ogni agriturismo deve esserci un’azienda agricola attiva”, ha ribadito, sottolineando come l’impresa moderna sia chiamata a offrire “servizi ecosistemici”.

Oltre alla tutela del paesaggio, le aziende sono oggi custodi della consapevolezza ambientale, svolgendo un ruolo educativo verso la cittadinanza che va ben oltre la semplice ospitalità. Questa evoluzione richiede nuovi ruoli, specialmente all’interno delle imprese familiari, e una capacità di interpretare il turismo esperienziale in modo professionale e autentico.

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LA STRATEGIA REGIONALE: DESTINAZIONE 2026

L’Assessore al Turismo della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto, ha scelto proprio questo convegno per la sua prima uscita ufficiale, a dimostrazione della centralità del comparto per la Giunta Regionale. Pavanetto ha annunciato una sinergia strutturale con l’Assessorato all’Agricoltura, guidato dall’Assessore Bond, per garantire che l’impresa agricola sia supportata in ogni sua sfaccettatura. Secondo le analisi dell’Osservatorio Regionale, il turista oggi cerca autenticità, sostenibilità reale e wellness rigenerativo. In questo contesto, il Veneto (prima regione in Italia per numero di fattorie didattiche) deve passare dalla semplice promozione a un “integrated destination management” guidato dalle DMO, capaci di leggere i dati della domanda e costruire valore nel lungo periodo.

Per me si tratta della prima uscita come vicepresidente e assessore al Turismo e ho voluto farla in questa occasione per dare un segnale di quanto importante questa amministrazione reputi importante il comparto turistico” – ha dichiarato il vicepresidente regionale 𝗟𝘂𝗰𝗮𝘀 𝗣𝗮𝘃𝗮𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼 -. “Il Veneto è oggi tra le prime regioni italiane per agriturismo, con 1.742 strutture e quasi 18.000 posti letto, e registra una crescita costante delle presenze e della qualità dell’offerta. Siamo anche la prima regione in Italia per numero di fattorie didattiche, con una capacità educativa e sociale che va ben oltre il turismo in senso stretto. La Regione del Veneto ha riconosciuto il valore di questo segmento, inserendolo in un quadro normativo e programmatorio chiaro che comprende la legge regionale sul turismo e la programmazione strategica regionale, entrambi strumenti che valorizzano le attività capaci di promuovere le eccellenze territoriali innovando e differenziando l’offerta, a cui va sommata la normativa sulla multifunzionalità agricola che disciplina e sostiene agriturismo, turismo rurale, fattorie didattiche e sociali, insieme a enoturismo e oleoturismo”.

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I NUMERI E L’IDENTITÀ: IL PUNTO

Alberto Zannol, direttore dell’Area Marketing territoriale, Cultura, Turismo, Agricoltura e Sport della Regione del Veneto, ha illustrato la vitalità del settore: nel 2025 si contano 1.742 agriturismi in Veneto, con una concentrazione record nelle province di Verona e Treviso. Zanon ha lanciato un monito: la tabella dei prodotti aziendali non deve essere vista come un limite burocratico, ma come una “leva di identità”.
Puntare sui 36 prodotti DOP/IGP, sui 413 prodotti tradizionali e sui 53 vini a denominazione è l’unico modo per distinguersi nel mercato e garantire una concorrenza leale. Zanon ha inoltre sottolineato l’importanza di diversificare l’offerta per ridurre la pressione turistica nelle aree troppo affollate, estendendo la stagionalità a tutto l’anno.

 

MEGATREND E FORMAZIONE: LE SFIDE DEL SETTORE

Il direttore della Direzione Turismo e Marketing Territoriale della Regione del Veneto, dott. Stefano Sisto, ha inquadrato il settore nel Piano Strategico 2025-2027, focalizzandosi sui concetti di Veneto aperto e attento. Il turismo rurale è il partner ideale per il cicloturismo e i cammini, offrendo quella narrazione del territorio che il turista moderno esige.

Sisto ha proposto di rafforzare il legame tra agricoltori e professioni turistiche (guide naturalistiche e turistiche) per creare reti capaci di “narrare” il paesaggio in modo professionale. Ha inoltre evidenziato l’exploit delle fattorie didattiche (485 strutture), un modello di successo che unisce funzione sociale, educativa e turistica.

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PRESENTATO IL NUOVO VADEMECUM: UNA BUSSOLA PER LA MULTIFUNZIONALITÀ AGRICOLA

Il pilastro più innovativo presentato durante il convegno è il Vademecum per l’operatore del turismo rurale “Top di Marca”, uno strumento dinamico concepito per mettere a sistema competenze frammentate tra diversi enti come la Regione, i Comuni e gli Enti. Come illustrato dal dott. Agronomo Paolo Pagnani, non si tratta di un manuale statico o cartaceo, ma di un supporto multimediale online progettato per essere costantemente aggiornato in base all’evoluzione delle direttive regionali, nazionali e comunitarie.

Le caratteristiche che rendono questo Vademecum un elemento di svolta per il settore sono molteplici:

  • Tre Percorsi per tre destinatari: Il documento è strutturato per rispondere simultaneamente alle esigenze degli operatori (per capire come avviare o sviluppare l’attività), dei tecnici (per gestire correttamente pratiche burocratiche come la SCIA) e persino dei turisti, affinché possano riconoscere e scegliere un’offerta agrituristica autentica e di qualità.
  • Integrazione normativa totale: Il testo fa chiarezza sulla Legge Regionale 28, integrando anche le più recenti disposizioni sull’agricoltura sociale, l’enoturismo, l’oleoturismo e le fattorie didattiche, offrendo un quadro normativo unico e coordinato.
  • Una nuova visione della vigilanza: Un focus fondamentale è dedicato ai controlli. Il Vademecum promuove un approccio di “educazione e prevenzione”, simile alla vigilanza stradale: l’obiettivo è fornire all’operatore le indicazioni corrette prima che vengano commessi errori procedurali. Questo serve anche come supporto per gli agenti di polizia locale che, dovendo occuparsi di mille altre mansioni, troveranno nel Vademecum una guida preziosa per interpretare i requisiti specifici della ruralità.
  • Connessione diretta con le Istituzioni: Invece di limitarsi a un “copia e incolla” di leggi, lo strumento fornisce link diretti e aggiornati alle sedi territoriali competenti, facilitando il dialogo tra l’azienda agricola e la pubblica amministrazione.

In sintesi, il Vademecum si propone come il collante informativo necessario per superare le barriere burocratiche e permettere agli imprenditori di concentrarsi sulla loro missione principale: la cura della terra e l’accoglienza dei visitatori

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UN APPELLO DAL TERRITORIO E LA SINTESI ASSOCIATIVA

L’intervento di Donata Cenedese ha riportato l’attenzione sulla fatica del fare impresa: con circa 30 enti di controllo a cui dar conto, il rischio è che la burocrazia soffochi la passione, chiedendo un patto generazionale che renda il lavoro della terra appetibile per i giovani.

In chiusura, il Presidente di CIA Treviso, Salvatore Feletti, ha garantito che l’associazione continuerà a fare sintesi di queste istanze. L’obiettivo è trasformare le criticità in proposte legislative, dando alle aziende la fiducia e la solidità necessarie per continuare a essere i custodi del territorio veneto.