Caro-carburanti, CIA: subito credito d’imposta per gasolio agricolo
Caro-carburanti, CIA: subito credito d’imposta per gasolio agricolo
Negli ultimi giorni, l’impennata dei prezzi petroliferi scatenata dal conflitto in Medio Oriente ha spinto il Governo a intervenire con urgenza. Il risultato è il Decreto Legge n. 33 del 18 marzo 2026, una misura “a tempo” che mira a calmierare i prezzi alla pompa intervenendo direttamente sul carico fiscale. Ma se per molti questo rappresenta un primo aiuto, per chi lavora la terra il beneficio reale rischia di essere invisibile. Pur apprezzando l’intervento del Governo sulla temporanea riduzione delle accise per i carburanti, il settore primario resta fuori da interventi esclusivi e dedicati, come invece accaduto per l’autotrasporto e la pesca. Così il presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta il Decreto Carburanti, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale, e spiega: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Chiediamo con urgenza il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi e una strategia più strutturata e di lungo periodo a partire dal Consiglio Ue in corso a Bruxelles”.
I numeri del taglio: 20 giorni di tregua
Il provvedimento (Art. 2) prevede una rimodulazione delle accise per una durata iniziale di 20 giorni. I prezzi cambieranno con la benzina e il gasolio con l’accisa scende da 672,90 euro a 472,90 euro per 1.000 litri, mentre per il GPL l’aliquota passa da 267,77 euro a 167,77 euro per 1.000 chilogrammi.
In termini pratici, considerando anche l’IVA, il risparmio finale è di 0,25 euro al litro per benzina e gasolio e di 0,12 euro al litro per il GPL.
Il paradosso del gasolio agricolo: solo 4 centesimi di risparmio
Sebbene il decreto si applichi a tutte le imprese agricole, l’impatto sul settore è drasticamente limitato. Questo accade perché l’agricoltura gode già strutturalmente di un’accisa agevolata pari al 22% di quella ordinaria. Facendo i calcoli sul nuovo valore di 472,90 euro, l’accisa per ogni litro di gasolio agricolo diventa di 0,10 euro. Il risultato? Il risparmio effettivo per l’agricoltore è di soli 4 centesimi al litro rispetto al regime precedente. Un aiuto che la Cia definisce “meramente simbolico”. Il presidente nazionale di CIA, Cristiano Fini, è stato netto: “L’agricoltura resta tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche”.
La disparità con la pesca e la richiesta del Credito d’Imposta
A sollevare polemiche è soprattutto l’Articolo 4 del decreto, che riserva un trattamento di favore al settore ittico. Per le imprese di pesca è stato infatti stanziato un fondo di 10 milioni di euro per un credito d’imposta straordinario fino al 20% della spesa sostenuta per i carburanti nel trimestre marzo-maggio 2026. Cia sottolinea come l’esclusione dell’agricoltura da questo strumento configuri una “palese quanto ingiustificata disparità di trattamento”. Fini ha quindi rilanciato: “Ribadiamo dunque l’appello già formalizzato da CIA in occasione della conversione in legge del Dl Bollette, poche ore dopo lo scoppio della guerra in Iran, con un emendamento ad hoc sul credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo, che risulta depositato in Commissione bilancio alla Camera e che sarà in discussione nei prossimi giorni”.
Una crisi da 6,5 miliardi di euro
I dati Istat confermano che non si tratta di una protesta formale, ma di una necessità vitale. Nel decennio 2010-2021, la spesa media annua degli agricoltori per l’energia era di circa 3,2 miliardi di euro. Negli ultimi tre anni, a causa delle crisi geopolitiche, i costi sono esplosi: 6,3 miliardi di euro nel 2022, 5,5 miliardi di euro nel 2023 e 4,4 miliardi di euro nel 2024. Complessivamente, tra il 2022 e il 2024, il settore ha subito un aggravio superiore ai 6,5 miliardi di euro per l’acquisto di carburanti, elettricità e lubrificanti rispetto alla media del decennio precedente.
Prospettive: tra Roma e Bruxelles
La sfida ora si sposta sui tavoli istituzionali. Oltre all’emendamento per il credito d’imposta, CIA guarda con attenzione alle mosse dell’Unione Europea.
“Abbiamo aspettative importanti anche da parte del Consiglio europeo perché si agisca in modo collettivo”, ha concluso Fini, invocando interventi rapidi su fertilizzanti, deroghe al meccanismo CBAM e misure straordinarie a sostegno del reddito degli agricoltori. Senza una strategia di lungo periodo, la continuità aziendale e la tenuta delle aree rurali restano seriamente a rischio.
