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Fondo Sovranità Alimentare 2025: 19 milioni di euro a sostegno dei seminativi

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Fondo Sovranità Alimentare 2025: 19 milioni di euro a sostegno dei seminativi

l Fondo Sovranità Alimentare 2025 rappresenta un’importante opportunità per le aziende agricole impegnate nella coltivazione di filiere strategiche nazionali. Per il biennio 2025-2026, il Ministero ha stanziato 19 milioni di euro annui destinati a sostenere la produzione di mais, proteine vegetali (legumi e soia), frumento tenero e orzo. L’obiettivo principale è valorizzare le produzioni destinate all’alimentazione umana e animale attraverso il rafforzamento dei legami di filiera.
Cosa c’è da sapere per accedere all’aiuto:
  • Il requisito della filiera: L’accesso al premio è strettamente legato alla sottoscrizione di un contratto di filiera di durata almeno triennale, che deve includere obbligatoriamente il raccolto 2025. Questo contratto può essere stipulato direttamente con l’industria o tramite soggetti intermedi come cooperative e consorzi.
  • Superficie ammissibile: L’aiuto non viene erogato su tutta la superficie, ma valorizza la superficie incrementale. In sostanza, si riceve il premio per la differenza tra la superficie seminata nel 2025 e la media del triennio precedente, entro un limite massimo di 50 ettari complessivi per azienda.
  • Importi del premio: Gli aiuti variano a seconda della coltura: si va dai 400 €/ettaro per il mais ai 200 €/ettaro per l’orzo, passando per i 300 € per il frumento tenero (solo se da semente certificata) e i 250 € per le proteine vegetali. È importante notare che questi importi potrebbero subire riduzioni proporzionali in caso di eccesso di domande (taglio lineare).
  • Scadenze e adempimenti: Le domande possono essere presentate dal 17 marzo al 17 aprile 2026. È fondamentale avere il fascicolo aziendale aggiornato, un Piano di Coltivazione Grafico (PCG) validato e indicare un IBAN corretto intestato al richiedente per evitare l’irricevibilità della domanda.
Si ricorda infine che gli aiuti sono concessi in regime de minimis, con un limite massimo di 50.000 euro nell’arco di tre anni per impresa. La regolarità contributiva è un requisito essenziale: eventuali debiti INPS potrebbero essere trattenuti direttamente dall’aiuto erogato.
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