Le sfide dell’agricoltura si vincono con le sinergie di comunità: CIA Treviso riunisce le istituzioni del territorio per un ‘tavolo’ di confronto

Le sfide dell’agricoltura si vincono con le sinergie di comunità: CIA Treviso riunisce le istituzioni del territorio per un ‘tavolo’ di confronto
CIA Agricoltori Italiani Treviso ha riunito i soggetti rappresentativi del governo del territorio per un confronto sulle sfide che l’agricoltura è tenuta ad affrontare e sollecitare delle strategia partecipate, attraverso nuove sinergie di programma e di azione tra il settore agricolo, il territorio e le comunità. A Monastier di Treviso presenti i rappresentanti dell’agricoltura della Marca Trevigiana e Veneta in un dialogo propositivo, dal titolo “Agricoltura e territori”, con Gianmichele Passarini – presidente CIA Veneto e vicepresidente CIA Nazionale, Federico Caner – assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Paola Roma – presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, Amedeo Gerolimetto – presidente del Consorzio di Bonifica Piave e Vladi Finotto – professore di Economia e gestione delle imprese, Agrifood Management and Innovation Lab dell’Università Cà Foscari di Venezia.
“Con il positivo confronto emerso in questo appuntamento, come CIA Treviso abbiamo voluto rinnovare il nostro impegno al dialogo, ribadendo la cruciale importanza della sinergia tra il settore agricolo e le istituzioni che governano il territorio, su quanto già tracciato dalla linea politica di CIA Agricoltori fin dal 2013 con la ‘Carta di Matera’, il documento di Expo Milano 2015 ‘Il territorio come destino’ per arrivare all’ultima Assemblea CIA.” – spiega Salvatore Feletti, presidente CIA Agricoltori Italiani Treviso – “Occorre riappropriarsi e dare stabilità a un positivo rapporto tra imprenditori agricoli e Amministrazioni Locali, stabilendo un nuovo approccio partecipato al governo del territorio. Guardare agli agricoltori con nuova lungimiranza è quanto di più responsabile e sostenibile si possa fare proprio perché essi sono produttori di cibo e attivatori di crescita economica in settori connessi come il turismo, custodi del paesaggio e del territorio nonché operatori sociali che creano benefici per la collettività. Il nostro comparto è infatti determinante, soprattutto nei territori a vocazione rurale come la Provincia di Treviso, per valore economico generato nel territorio, per contrastare il dissesto idrogeologico e nella tutela dell’ambiente e della biodiversità, oltre che per la salvaguardia del patrimonio culturale e della tradizione delle nostre comunità.”

“Siamo in un momento particolare dell’agricoltura con i cambiamenti climatici che stanno mettendo in difficoltà tutto il mondo dell’agricoltura, ai quali si aggiungono anche i problemi geopolitici con le guerre in corso e la volontà di alcuni stati, in questo caso gli Stati Uniti d’America, di mettere dei dazi su alcuni prodotti e questo genera preoccupazione non solo del mondo vitivinicolo ma in tutte le diverse produzioni.” – spiega Federico Caner, assessore all’Agricoltura e al Turismo della Regione Veneto – “È un momento in cui serve equilibrio, stanno cambiando molti paradigmi economici e sociali e all’interno di questo si inserisce la Regione con il proprio CSR che vuole orientare una politica agricola diversa rispetto alla vecchia programmazione. Le sfide saranno nel post 2027 per capire quale sarà l’indirizzo europeo nel quale, soprattutto, noi Regioni vorremmo essere autrici della nuova programmazione. Al Commissario Hansen chiederò di mettere al centro della programmazione europea le Regioni con le loro richieste sul cambiamento climatico e sull’opportunità di dare di nuovo redditività agli agricoltori.”
CIA Agricoltori Italiani ha sempre creduto nell’importanza del confronto e della sinergia tra agricoltura e istituzioni, dando continuità negli anni alla sua azione politico-sindacale portata avanti con l’obiettivo principale di porre al centro il settore dell’agricoltura come soggetto protagonista che, grazie al suo apporto strategico, assume un ruolo decisivo da sostenere e valorizzare. “Dal confronto di questa sera è emerso uno scenario di problematiche che stanno mettendo in difficoltà il nostro sistema ma anche molti aspetti positivi, propri dell’agricoltura veneta e italiana.” – esordisce Gianmichele Passarini, vicepresidente CIA Agricoltori Nazionale e presidente CIA Veneto – “Innanzitutto la prima sfida sarà, soprattutto, il cambio del paradigma di come considera l’agricoltura, l’imprenditore agricolo e quindi di conseguenza i giovani agricoltori e alle donne imprenditrici, assicurando la sostenibilità del sistema agricolo italiano nei prossimi anni, ovvero un’azione a difesa degli agricoltori e territori rurali di fronte a una proiezione economica difficile e incerta. In concreto, dovranno essere promosse e sostenute tutte quelle politiche che garantiscano le risorse finanziarie agli agricoltori, che con impegno costante e continuità operano nelle proprie aziende, funzionali a portare avanti percorsi di innovazione tecnologica per il contrasto al cambiamento climatico, favorire il ricambio generazionale e la multifunzionalità delle aziende, garantendo così il giusto reddito degli agricoltori e la loro competitività e contribuendo alla crescita dei territori non solo in termini di produzione agricola ma anche per la tenuta sociale.”

“Io quando vedo le imprese del territorio Trevigiano vedo delle aziende espressione di eccellenza, prodotti di elevatissima qualità e un mercato mondiale che li reclama ma permane il problema della redditività d’impresa che sta diventando sempre più pressante.” – introduce Vladi Finotto, professore di Economia e gestione delle imprese, Agrifood Management and Innovation Lab dell’Università Cà Foscari di Venezia – “In seconda battuta, il cambiamento climatico dalla sera alla mattina rischia di far perdere interi raccolti mettendo in grosse difficoltà la sopravvivenza dell’impresa. Questi temi oggi mettono il settore agricolo di fronte a un’incertezza, che differisce in modo sostanziale dal concetto di rischio, che non ci permette di misurare e quindi di valutare il futuro. In questo scenario le aziende agricole devono diventare robuste, ovvero saper assorbire i contraccolpi e bilanciare gli effetti, strutturandosi sempre più con logiche d0impresa e controllo di gestione. Dentro le università e nei centri di ricerca c’è molta conoscenza utile per le aziende agricole che però è dispersa e alla quale è difficile arrivare, e proprio su questo dobbiamo lavorare tutti dalle associazioni di categoria, le istituzioni, la Regione e le università stesse. Dobbiamo utilizzare il passaggio generazionale per portare questa conoscenza e il nuovo in azienda, ma per farlo dobbiamo innovare il modo di fare impresa agricola.”
“Le amministrazioni locali assumono un ruolo chiave nel governo del territorio e sono chiamate a fare delle scelte sull’utilizzo del territorio e sulla sua pianificazione, che deve essere naturalmente strategica. Spiega così Paola Roma, presidente dell’Associazione Comuni Marca Trevigiana, sottolineando come “lo strumento pianificatorio per i Comuni può essere opportunità che deve essere colta perché va a collegarsi a una serie di interventi dal punto di vista urbanistico, quali la viabilità e i corridori ecologici per fare due esempi, che possono creare delle criticità che le amministrazioni possono superare o mitigare proprio con la concertazione con i soggetti del territorio, tra cui anche gli imprenditori agricoli e le associazioni di rappresentanza, e che possono riguardare anche ambiti di regolamentazione quali il Regolamento di Polizia Rurale e la definizione di aree sensibili. Nel governo del territorio ci deve essere proprio una combinazione di fattori, dalle attività legate alla tutela della biodiversità e che ci permettono anche di guardare l’ambiente in modalità propositiva utilizzando anche pratiche come i regolamenti, alla sinergia con enti come i Consorzi di Bonifica e con i soggetti privati. Dobbiamo quindi mettere nelle condizioni il pubblico e il privato di poter lavorare insieme per dare delle risposte uniformi al territorio che siano anche a tutela dei piccoli comuni con prevalenza di superficie agricola.”
Una concertazione tra soggetti del territorio che trova una sua espressione nei Consorzi di Bonifica, ente che unisce il settore agricolo alle comunità locali e agli enti di governo. “Il clima sta cambiando e gli impegni e le preoccupazioni sono grandissime, anche perché bisogna creare nuove strutture che sono in grado di rispondere alle crisi climatiche. Il Consorzio di Bonifica dialoga con pubblica amministrazione e mette in connessione, soprattutto, il mondo agricolo nel suo insieme. La nuova esperienza del Consorzio ha uno stretto legame con i sindaci attraverso i quali riusciamo comunicare direttamente con i cittadini.” – spiega Amedeo Gerolimetto, presidente del Consorzio di Bonifica Piave – “La sicurezza idraulica del nostro territorio non può che prescindere da una stretta collaborazione con le amministrazioni locali che con le loro conoscenze del territorio possono essere complementari alla professionalità dei tecnici del Consorzio per massimizzare l’efficacia degli interventi attuabili con le pochissime risorse a disposizione.”